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Una pausa intellettuale di Maltaway…..in pieno spirito “alla luce del sole”

24 Ore da uomo. Un articolo scritto con il cuore in mano sul perché possedere il pene è molto più onesto, pratico, elegante e sincero. Perché vorrei averlo, cosa me ne farei, quali sono i suoi irresistibili vantaggi non solo estetici

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http://www.andrealehotska.com/blog/111     testo integrale

No, non intendo parlare dell’accessorio maschile, portato in una delle due mani, sotto la vita, del quale si separa raramente. Voglio trattare un altro accessorio dell’uomo, di medesima importanza, presente più o meno sempre all’altezza della borsa. Quello di cui non si separa mai.

Quello che desidererei possedere per almeno, appunto, 24 ore. Possederlo all’esterno, questa volta.

Perché quell’aggeggio è semplicemente più bello da vedere, più pratico, più onesto e inimitabile, mentre a riprodurre il sesso femminile spesso basta una bistecca semicruda.

In questo momento le donne che leggono, scuotono la testa di fronte alla mia poca fantasia del paragone riservato alla loro vita, banca, strumento, gioia e organo riproduttivo, e i maschi non vogliono sputare nel piatto da cui mangiano. ( Il doppio senso è puramente casuale. )

Chiediamoci allora perché già gli antichi greci, lavorando alle statue, hanno capito che riprodurre il Pene era un gioco, e hanno fieramente esposto i ‘doni’ maschili in mezzo alle piazze. Poi hanno provato a imitare le curve della donna, e ci sono riusciti maestosamente. Arrivati all’inguine, si son talmente impanicati nel rifare tutta quella carne ammassata, che si son detti : copriamole l’inguine con un drappo o incrociamole le gambe, per una volta. Oppure appendiamoci un foglio di fico, va.

La Vagina, per svolgere la sua funzione puramente fisiologiche, necessita di un lungo e precedentemente con cura scelto luogo asciutto, riparato, illuminato e non popolato che disponga però anche di un qualcosa dove, accovacciandosi, può appoggiare la borsetta contenente oggetti ben separati o al contrario casualmente ammucchiati per grado di utilità :

portafoglio, cellulare, la pillola, chiavi, ipod, penna, abbonamenti e tessere fedeltà per la ceretta, accendino, kit sos composto da burro cacao, tampax, salviette umidificate, cerotti, Momendol, limetta, spazzola, specchio, profumo, scontrini di sette anni fa, un altro accendino se il primo non funzionasse, volantini, viveri non identificabili, qualcosa di apparentemente costoso ma distrutto, qualcosa di apparentemente cheap e inutile a cui però è legata emotivamente, bustine di zucchero, ombrello, occhiali da sole, libro, .. ( per la lista completa dell’indispensabile femminile si prega di contattarmi nella sezione ‘Contatti’ )

La  praticità del Pene è incontestabile : per svolgere la sua  funzione fisiologica, gli basta aprire la zip del jeans. Nutre una certa preferenza per i pali e alberi; è un cacciatore, vuole mirare e di solito non si deve poi asciugare le scarpe.

L’onestà del Pene comprende il non poter mentire sulla voglia, gioia, sull’aver preso la pillola, sulla gravidanza in corso o interrotta, sulle prestazioni sessuali già effettuate nella giornata.

Il Pene si fa spostare, alzare, girare, abbassare, ma – soprattutto – si fa guardare in faccia anche da te stesso.

E a differenza di tanti altri organi, specialmente femminili, non mente. Muta di continuo, anche più volte al giorno. La Vagina se ne sta lì, zitta zitta, sempre uguale. Come si fa a fidarsi di una cosa che nel corso della sua lunga vita operativa ( e dico lunga perché vive più di un Pene, ahinoi ), rimane sempre uguale ? Una che sanguina ma non muore mai dissanguata ?

Il Pene sa cosa vuole e svolge il suo secondo e ultimo bisogno, quello fisico, senza manipolazioni : non si nasconde dietro alle azioni pseudonecessarie, perditempo, a doppio fine.

Asseconda deciso i suoi bisogni, alternandoli tra quello che gli permette di farla senza doversi sedere sulla tavoletta gelata e quello riproduttivo, che tiene in vita la sua virilità e lucidità.

Quella virilità che hai il vantaggio di riconoscere già in spiaggia, grazie al costume senza nessun push up, nessuna illusione.

Perché il Pene spruzza – passatemi il termine –  onestà da tutti i pori : non lascia nulla all’immaginazione, mostra senza inibizione se è o meno contento di vederti, non barra sul tempismo, sull’inizio e sulla fine.

Lei, la Vagina, in cambio gli propone :

– trenta minuti di preliminari che non sono altro che  un impaziente convincerla di dirti di

– una netta trasformazione a mo’ di cipolla : ogni strato di vestito che la migliora a che le togli, ti fa lacrimare sempre di più. Ma sai che non è ora il momento di pensare che persino tu, Pene, saresti una gran figa se potessi usare le zeppe, ombretti, calze coprenti, extensions e piastra, botox e reggiseni a balconcino, mutande che nascondono abilmente le smagliature sui fianchi.

– un’invasione di sms il giorno dopo, alla ricerca di un motivo per il quale te l’ha data.

Sai da sempre che ci sono due tipi di donne, le zoccole e le pure. E sai anche che mentre le zoccole sono zoccole, le pure…pure ! La differenza tra le due è sottile, diciamo che le appartenenti al primo gruppo sono cacciatrici dichiarate, e te la offrono così spudoratamente che è come se te le fossi già portate a letto. Con un po’ di buonsenso ironico paragoni la situazione invertitasi a quella di un albero che corre dietro al cane per farsi pisciare addosso.

La disponibilità delle pure sta nella tua abilità verbale di non farle sentire quello che in realtà sono. Perché si sa, se gli uomini mentono è solo perché le donne chiedono troppo. Ma va fatto, perché fino al primo orgasmo con una sconosciuta, non sai mai cosa vuoi da essa. Dopo il primo orgasmo, appena il tuo accessorio teso punta pian piano il pavimento e non più il soffitto, tu basta che la guardi e sai subito se le fai un cappuccino con le tue manine o la fai chiamare il taxi con le sue manine.

Loro non lo capiscono, ma se la bigamia è una donna di troppo, la monogamia anche.

Loro non lo capiscono, ma una scappatella non è infedeltà, in quanto spontanea e non premeditata come quella femminile.

Loro non lo capiscono, ma fare sesso con : una prostituta, una che ti piace,  una con cui ti sfoghi  e fare l’amore, son quattro cose diverse, facilmente compatibili che non escludono l’uso della stessa donna per sperimentarle.

Loro non lo sanno che son più predisposte a rimpiangere i peccati solo perché sono più predisposte a commetterli.

Ma sanno una cosa : che anche se tu sei il giocatore, gli arbitri sono loro, per un semplice motivo – sono loro a decidere, e mentre hanno il vantaggio di trovare sempre uno che giocherà con e per loro, tu per svolgere la tua attività preferita regolarmente, hai solo quattro misere possibilità :

– pagarla come prestazione occasionale ( perché si sa che la donna che paghi è quella che ti costa meno. )

– convincerla ( dicendo alla vicina di casa che mentre il buon vicino ‘ presta ’, la buona vicina ‘ ’. )

– sposarla ( ma tempo due anni e il sesso si trasforma dall’obbiettivo allo strumento di trattativa. )

– farti un’amante ( la cosa più conveniente : se t’incontra è perché non ha il mal di testa che ha solo con il suo compagno. )

Ognuna di queste donzelle, mettile sul piedistallo – tanto loro non capiscono che le metti là non per farle stare più in alto, ma per toglierle dai mezzo ai coglioni.

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