Europa è coalizzata sulla Grecia per la NON ristrutturazione del debito, leggete questa analisi utile a decidere come allocare i vostri Investimenti (ringraziamento e stima ad autore ed editore)

SONO COSTRETTI A SALVARE LA GRECIA PER EVITARE IL COLLASSO DELL’EURO

Perché tutte le forze finanziarie europee si sono coalizzate per costringere la Grecia ad accettare il loro piano di salvataggio basato sull’austerità con programmi di revisione periodica senza passare per la ristrutturazione del debito? Si deve rispondere: per evitare il collasso del sistema bancario europeo, il vero soggetto a rischio in tutta questa vicenda e sempre tenuto lontano dai riflettori. Non è il debito greco che deve spaventare ma l’orrenda situazione del sistema bancario. Ed è infatti questo è il motivo per cui la BCE tra breve manderà ad effetto ilquantitative easing.

Fin dall’inizio Eurogruppo e BCE hanno respinto qualsiasi discussione avente per oggetto la ristrutturazione del debito greco. Perché? Perché la ristrutturazione del debito 1) falcerebbe il valore nominale dei titoli di debito greci non più protetti dalla BCE, penalizzando l’attivo delle banche; 2) la riduzione del debito comporterebbe perdite sui derivati legati ai titoli, cioè sui contratti di assicurazione stipulati con glihedge funds per garantirsi contro le oscillazioni del loro valore o i rialzi del tasso di interesse), le perdite sarebbero enormi poiché i derivati sono acquistati dalle stesse banche con un’alta leva finanziaria cioè praticamente con capitale di prestito e quindi l’esposizione bancaria è immensa; 2) alla ristrutturazione del debito greco seguirebbe quella del debito degli altri paesi membri il che, significherebbe una ristrutturazione complessiva di 3 trilioni di titoli di debito associati a 30 trilioni di derivati in carico al sistema bancario, infatti, il rapporto tra il valore dei derivati e quello dei bond è in media di 10 a 1. Ora il sistema bancario europeo si regge su una leva finanziaria “ufficiale” di 26 a 1 (ma in realtà è più alta) e ciò significa che ogni 26 euro del suo attivo (prestiti erogati a terzi) sono garantiti da appena 1 euro di capitale. Quindi, con una leva così alta, basterebbe un ribasso del valore dell’attivo di appena il 3,8% (ad es. per perdite su crediti o diminuzione delle quotazioni dei titoli) per azzerare il suo capitale portando ilpatrimonio netto in area negativa. Il ribasso che, in caso di ristrutturazione del debito, dovrebbero subire i titoli greci, spagnoli, italiani, francesi e portoghesi sarebbe ovviamente molto, molto superiore al 3.8% fino a raggiungere il 50%, il che significherebbe l’annientamento del sistema bancario e quindi dell’eurozona.

 

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