Il tonno? È in estinzione: MALTA leader mondiale nell’allevamento del tonno rosso

Nonostante campeggi quotidianamente negli scaffali dei supermercati, e sulle tavole di molti di noi, il tonno rosso (Thunnus Thynnus) è ritenuto un animale a rischio di estinzione commerciale, poiché soggetto a pesca eccessiva. La situazione relativa a questo pesce è degenerata turbinosamente nel giro degli ultimi 10 anni, in primo luogo per via dell’improvvisa esplosione del sushi e sashimi, dove si consuma crudo. Il tonno diventa inoltre sessualmente maturo piuttosto tardi, e concepisce una prole scarsa, quindi sopporta molto male la pesca commerciale. Perché, quindi, non pensare a delle alternative?

Il tonno rosso (Thunnus thynnus) è una grossa specie pelagica diffusa in Atlantico (incluso il Mediterraneo) e nell’oceano Pacifico. Si tratta di un pesce imponente che può crescere oltre i 3
metri di lunghezza e raggiungere il peso di 650 Kg. Un’altra caratteristica della specie è la sua longevità, fino a 20 venti anni di età. Raggiunge la maturità sessuale tra i cinque e gli otto anni, a
seconda delle popolazioni. Longevità e ritardato raggiungimento della maturità sessuale sono due “fattori di rischio” che rendono questa specie particolarmente vulnerabile all’over-fishing (l’ eccesso
della pressione di pesca produce peggiori risultati in termini economici rispetto ad uno sforzo di pesca minore ma compatibile con la risorsa). Il tonno rosso è un animale perfettamente adattato al
nuoto: questa specie compie infatti grandi migrazioni percorrendo diverse migliaia di chilometri.
Dal punto di vista ecologico, il tonno rosso è da considerarsi una specie chiave nella catena alimentare dell’ambiente pelagico. Si ciba infatti di pesce, calamari e crostacei, agendo all’apice
della catena alimentare; nell’ecosistema marino ha una funzione fondamentale, condivisa in parte con gli altri mammiferi marini e l’Uomo.

Tonno di allevamento: come funziona
La produzione totale di tonno in allevamento nel mondo (considerando tutte le specie) ha toccato nel 2000 le 15.000 tonnellate, la maggior parte delle quali di tonno rosso. Solo un anno prima la produzione era di 13.300 tonnellate. Non si tratta di una vera e propria acquacoltura: il tonno non viene riprodotto e fatto crescere in cattività (come avviene negli allevamenti di spigole, orate, etc.), ma soltanto ingrassato per un periodo relativamente breve in grandi gabbie e reti galleggianti, al fine di aumentarne il contenuto di grasso sino a raggiungere gli standard desiderati dal mercato

Una scelta di lungo periodo è stata fatta da Malta con grandi e sempre più numerosi impianti di allevamento collocati al largo della costa maltese che, oltre a rappresentare una rilevante attività economica con una leadership assoluta in Europa per la produzione dl tonno di qualità, sono diventati una nuova attrazione turistica con la possibilità di nuotare e nutrire i grandi tonni dentro queste enormi aree galleggianti in mezzo al mare

E, come si dice, l’esperienza è davvero mozza fiato

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