E’ sconcertante leggere i dati di questo articolo che sta girando in questi giorni riguardo l’analfabetismo funzionale definito da WIKIPEDIA come” l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana”

Il 70% degli italiani sono analfabeti funzionali?

http://www.cultora.it/analfabetismo-funzionale-profondo-rosso-colpisce-70-cento-degli-italiani/

L’articolo definisce  analfabeti “funzionali” quelli che ” si trovano in un’area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell’ascolto di un testo di media difficoltà.”

L’articolo ci fornisce dati impressionanti:

”Più del 50 per cento degli italiani si informa (o non si informa), vota (o non vota), lavora (o non lavora), seguendo soltanto una capacità di analisi elementare: una capacità di analisi, quindi, che non solo sfugge le complessità, ma che anche davanti a un evento complesso (la crisi economica, le guerre, la politica nazionale o internazionale) è capace di una comprensione appena basilare.”

Per molti l’unico strumento di informazione e’ solo la televisione ed ora aggiungerei anche i social Network con Facebook in testa

”L’ultima indagine Istat racconta che il 18,6 per cento degli italiani – cioè quasi uno su 5 – lo scorso anno non ha mai aperto un libro o un giornale, non è mai andato al cinema o al teatro o a un concerto, e neppure allo stadio, o a ballare. Ha vissuto prevalentemente per la televisione come strumento informativo fondamentale..

asini

Gia’ nel 2014 i dati e le critiche erano analoghe (anzi oggi forse solo ricopiate dai nostri giornalisti da altri vecchi testi )

I nuovi analfabeti: usano Facebook, ma non sanno interpretare la realtà

dove si scriveva tra l’altro

”Non esiste cura, se i primi a rifiutare la complessità e l’approfondimento sono i nostri insegnanti, i nostri manager, i nostri politici.”

 

Una riflessione che condivido pienamente e’ il dogmatismo della scuola italiana dove l’importanza dello studio e’ basata sulla quantita’ di poeti e letterati studiati, sul numero di pagine dei libri letti per l’esame universitario e non sulla capacita’ di analisi e critica degli studenti.

La scuola italiana, da sempre fondata sul dogmatismo, ha visto annullate le proprie spinte verso un insegnamento diverso, riducendosi alla trasmissione di competenze inutili, perché si dimenticano il giorno dopo l’interrogazione, e che non insegnano a capire, ad analizzare, a criticare, a soppesare, a riassumere.

Mi sono trovata a vivere in diretta con mio figlio e altri ragazzi l’esperienza di conoscere metodi diversi di studio, e realta’ differenti e ritengo che si possa concludere con questa riflessione

”Un analfabeta può anche imparare a memoria che Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769, e che nel 1805 si promosse re d’Italia, ma non per questo avrà gli strumenti per accogliere ed analizzare la complessità della società in cui vive.”

…rischiamo di diventare, come diceva Leonardo da Vinci, transiti di cibo più che di conoscenze, idee, sentimenti di partecipazione solidale.

Addio a Tullio De Mauro, faro contro l’analfabetismo funzionale in Italia

Spunti di riflessione da Maltaway Education

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