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Esclusione della Flat Tax al 10% in Bulgaria: Guida per Pensionati Stranieri e Italiani Residenti all’Estero

 

pensionati italiani che si trasferiscono all’estero sono sempre di più alla ricerca di condizioni di vita migliori, di un buon clima, di un minor costo della vita e di una tassazione ridotta sulle pensioni.

 

Trasferirsi a vivere all’estero da pensionato

Da molti anni i pensionati italiani scelgono paesi come Portogallo (anche se la recente cancellazione del regime agevolativo a partire dal 1.1.2024 porterà molti ad adottare scelte diverse) Spagna, Grecia , Cipro , Malta  e altri paesi dove trasferirsi a vivere anche al fine di avere una pensione più alta grazie alla possibilità di defiscalizzare la pensione in Italia, ovvero al non pagamento delle tasse in Italia e all’opportunità di poter ottenere la pensione al lordo e di pagare solo le tasse nel paese dove si decide di trasferirsi a vivere, con tassazioni in genere agevolate e ridotte.

 

Defiscalizzazione pensione all’estero

Infatti il pensionato italiano residente all’estero puo’ presentare istanza all’Inps per richiedere l’applicazione delle Convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni al fine di vedersi accreditata la pensione al lordo ovvero detassata, per poi pagare le tasse esclusivamente nel paese di nuova residenza.

Gli accordi bilaterali contro la doppia imposizione, stipulati dall’Italia con un gran numero di paesi esteri, garantiscono di non dover pagare le tasse due volte se si acquisisce la residenza e si rispettano gli aspetti formali e sostanziali richiesti per essere considerati residenti all’estero.

Per questo motivo, ma anche per scelte di vita differente, si assiste sempre piu’ spesso ad un espatrio di pensionati italiani verso paesi a fiscalità ridotta perchè trasferendosi a vivere e spostando la propria residenza all’estero, si puo’, al ricorrere di certi requisiti, incassare la pensione al lordo e pagare nel nuovo paese le tasse secondo la minore aliquota prevista o addirittura in esenzione.

 

Esclusione della Flat Tax al 10% in Bulgaria: Guida per Pensionati Stranieri e Italiani Residenti all’Estero

 

tasse pensione residente bulgaria

tasse pensione residente bulgaria

 

Trasferire la pensione in Bulgaria

Negli anni anche la Bulgaria è stata proposta da molti professionisti o agenzie di relocation e scelta dagli italiani in pensione come paese dove trasferirsi a vivere per il basso costo della vita e per una prospettata tassazione della pensione solo al 10%.

In realtà il consiglio non ha tenuto conto di alcuni aspetti legali e fiscali da prendere in considerazione per verificare le possibilità di essere assoggettati al regime agevolato del 10% e in particolare non ha considerato una corretta lettura della Convenzione bilaterale tra Italia e Bulgaria per evitare le doppie imposizioni fiscali.

Per non trovarsi in un percorso ad ostacoli conoscere le norme e la fiscalità del nuovo paese e la normativa internazionale applicabile aiuta nelle scelte.

Ecco ad esempio il caso della Bulgaria!!

Per anni gli enti previdenziali italiani hanno interpretato erroneamente la Convenzione tra Italia e Bulgaria accogliendo le domande di defiscalizzazione avanzate dai pensionati che si erano trasferiti a vivere in Bulgaria fino a quando non hanno iniziato ad arrivare accertamenti o a non accogliere le domande di defiscalizzazione.

Già nel 2020 la Direzione INPS con il messaggio 612 aveva fatto drizzare le antenne sulla diversa interpretazione del trattato, senza essere precisa pero’ sul punto e senza portare chiarezza per i pensionati, specificando che per ottenere la defiscalizzazione in Italia occorreva uno specifico certificato che attestasse la qualità di residente fiscale in Bulgaria ai sensi della Convenzione per le doppie imposizioni ma senza specificare i requisiti necessari per ottenerlo.

”In proposito si chiarisce che l’Autorità fiscale bulgara rilascia due tipologie di certificati di
residenza fiscale:
certificato attestante la qualità di “residente fiscale”, ai sensi della convenzione per
evitare la doppia imposizione fiscale
 in vigore tra la Repubblica di Bulgaria e uno Stato
straniero;
certificato attestante la qualità di “residente fiscale”, ai sensi dell’articolo 4 della legge
interna bulgara sui redditi delle persone fisiche
.
Il certificato attestante la qualità di “residente fiscale”, ai sensi della convenzione per evitare la doppia imposizione fiscale in vigore tra la Repubblica di Bulgaria e uno Stato straniero viene rilasciato a seguito della verifica della sussistenza per la parte bulgara di tutte le condizioni previste dalla convenzione di cui si chiede l’applicazione.
Al contrario, il certificato di cui al precedente punto 2 attesta solamente la ricorrenza delle
condizioni per essere considerato residente fiscalmente ai fini della normativa bulgara.”

Il testo del trattato sulle Doppie imposizioni tra Italia e Bulgaria è chiaro sul punto anche se impone, in realtà, una diversa definizione di soggetti residenti da parte della Bulgaria rispetto al modello OCSE.

Articolo 1 Soggetti e residenti

1. La presente Convenzione si applica alle persone che sono residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti.

2. Ai sensi della presente Convenzione, l’espressione “residente di uno Stato contraente” designa: a) per quanto riguarda la Repubblica Italiana, qualsiasi persona che, in virtu’ della legislazione italiana, e’ assoggettata ad imposte in Italia a motivo del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua direzione o di agni altro criterio di natura analoga. b) per quanto riguarda la Repubblica Popolare di Bulgaria, qualsiasi persona fisica che possiede, la nazionalita’ bulgara nonche’ qualsiasi persona giuridica che ha la propria sede in Bulgaria o che e’ ivi registrata.

 

Altre Convenzioni firmate dalla Bulgaria con altri stati, ad esempio quella con Malta, definiscono similarmente il concetto di RESIDENTE in BULGARIA

 

L’Agenzia delle Entrate italiana esclude l’agevolazione per i pensionati in Bulgaria

La chiarezza sul punto pero’ è stata fornita solo nella risposta ad un recente interpello all’Agenzia delle Entrate 244/2023

”Dall’esame delle disposizioni contenute nella Convenzione Italia­-Bulgaria si
evidenzia, che, ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, tale Trattato internazionale si applica
alle persone che sono residenti di uno o entrambi gli Stati contraenti. Il paragrafo 2 dello
stesso articolo prevede poi che l’espressione ”residente di uno Stato contraente” designa,
per quanto riguarda l’Italia, qualsiasi persona fisica che, in virtù della legislazione
italiana, è assoggettata ad imposta nel nostro Paese a motivo del suo domicilio e della
sua residenza e, per quel che concerne la Bulgaria, qualsiasi persona fisica che possiede
la nazionalità bulgara.

Ai fini dell’applicazione delle disposizioni convenzionali, una persona fisica può essere, dunque, considerata residente in Bulgaria solo se risulta in possesso della cittadinanza di tale Stato.

Per la Bulgaria quindi, per essere fiscalmente residenti nel paese e poter applicare il Trattato per evitare le doppie imposizioni , non è sufficiente avere un permesso di soggiorno e iscriversi all’anagrafe della popolazione residente ma occorre avere anche la cittadinanza Bulgara.

L‘INPS con il messaggio 1270 dell’aprile 2023 ha definitivamente fornito precisazioni sul punto dopo 33 anni dalla vigenza dell’Accordo bilaterale:

”Pertanto, in conformità alle suddette indicazioni, fornite dall’Amministrazione competente in
materia, con il presente messaggio si comunica che devono intendersi superati i criteri di
esenzione dal regime impositivo italiano di cui al citato messaggio n. 612/2020.

Conseguentemente, si procederà ad applicare la detassazione ai sensi della convenzione italobulgara in oggetto esclusivamente ai pensionati – non solo della Gestione pubblica, ma
anche della Gestione privata
 – che alleghino alla relativa istanza la certificazione da cui si
evinca inequivocabilmente il possesso della cittadinanza bulgara.

In assenza della suddetta certificazione i redditi di pensione saranno assoggettati a tassazione
nel nostro Paese ai sensi della vigente normativa italiana
.”
”Le posizioni pensionistiche della Gestione privata in godimento della detassazione nel corrente anno di imposta saranno oggetto di ricostituzione ai fini dell’applicazione della tassazione italiana con efficacia, in ragione dei termini di elaborazione delle pensioni, a decorrere dal rateo mensile di giugno 2023, e del contestuale recupero delle imposte relative alle mensilità precedenti operato a partire da gennaio 2023.
Per quanto concerne, invece, le pregresse annualità – ivi compreso l’anno di imposta 2022 – per il quale l’INPS ha già emesso la Certificazione Unica nei termini contemplati dalla normativa fiscale vigente, le posizioni che sono state interessate dalla detassazione saranno ricondotte al rapporto diretto tra contribuente e Agenzia delle Entrate.

Una nuova determinazione e un cambio di rotta da parte di INPS e Agenzia delle Entrate Italiana che di certo comporta e comporterà notevoli problemi per tutti i pensionati trasferiti in Bulgaria !!!

L’INPS ha dato la sua nuova interpretazione, arrivata dopo aver defiscalizzato le pensioni fino al 2022 di chi si era trasferito a vivere in Bulgaria, e decretando la detassazione d’ora in poi solo a chi possiede anche la cittadinanza Bulgara.

Ha poi lasciato all’Agenzia delle Entrate di occuparsi del passato ovvero si vedrà se emetteranno cartelle per recuperare le defiscalizzazioni già fatte negli anni!!!

La residenza fiscale di una persona è un concetto ben diverso dalla cittadinanza.

La cittadinanza peraltro non è un procedimento che si ottiene semplicemente e in poco tempo.

Nel caso di specie occorrono diversi requisiti tra cui almeno 5 anni di residenza in Bulgaria e la conoscenza della lingua bulgara oltre i tempi tecnici per completare la procedura di ottenimento.

 

Consulenza professionale internazionale, su Esclusione della Flat Tax al 10% in Bulgaria e Guida per Pensionati Stranieri e Italiani Residenti all’Estero

Come sempre il trasferimento all’estero puo’ essere un percorso ad ostacoli senza la consulenza professionale da parte di chi è competente in materia internazionale,

di chi è in grado di conoscere le normative legali e fiscali dei diversi paesi coinvolti, di verificare i trattati in essere, di andare a fondo delle questioni, di leggere le norme e di comprendere le implicazioni fiscali.

In caso contrario si rischia di prendere decisioni di trasferimenti all’estero senza conoscere tutti gli aspetti e implicazioni, o di fare scelte legali e fiscali che risultano sbagliate e con conseguenze e sanzioni anche pesanti.

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