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COSA E’ LA RESIDENZA

La residenza e’ il luogo in cui si vive abitualmente.

La residenza come luogo in cui ci si trasferisce a vivere in via abituale è un concetto dai diversi connotati e implicazioni civilistiche e fiscali.

Ogni paese adotta un diverso sistema di registrazione, comunicazione o ottenimento dei permessi di residenza.

Nel momento in cui ci si trasferisce all’estero occorre verificare come ottenere la residenza nel nuovo Stato.

Ovviamente il concetto di residenza per i cittadini europei si affianca al diritto di libera circolazione delle persone in area europea mentre, in caso di espatrio in un paese extra EU o in caso di cittadini extra eu che vogliono entrare in Europa, la situazione diventa più complessa e collegata all’ottenimento di visti o permessi.

Come cittadini europei si ha diritto di muoversi liberamente nei vari paesi europei per ragioni di lavoro, studio, per cercare un lavoro o per vivere come autosufficienti o da pensionati.

Si ha diritto a rimanere per 3 mesi in un paese EU e, in seguito, di dovrebbe richiedere la registrazione della residenza secondo le diverse regole adottate da ogni paese Europeo.

Comprendere esattamente il significato e le implicazioni di un cambio di residenza all’estero porta a non fare errori che potrebbero anche generare sanzioni o esborsi verso l’amministrazione fiscale del paese di origine, oppure l’impossibilità di accedere a pubblici servizi nel paese straniero o nell’ottenere benefici, agevolazioni o altro.

La normativa italiana peraltro è precisa e dettagliata sul punto.

Secondo l’art.43 del codice civile italiano :
– domicilio e’ il luogo dove una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi
– residenza e’ il luogo in cui ha la dimora abituale
– dimora e’ il luogo in cui si trova occasionalmente

Quando si si vive abitualmente e volontariamente in un luogo occorre prendere la residenza anagrafica ovvero registrarsi all’Anagrafe del Comune italiano dove si ha la dimora abituale.

Nel momento in cui una persona trasferisce all’estero si dovrà cancellare la residenza da detta anagrafe dell’ultimo Comune di residenza italiana per iscriversi all’AIRE ovvero all’anagrafe italiana dei residenti estero.

Quando ci si trasferisce all’estero di norma, come già più volte ribadito, si trasferisce la residenza intesa come luogo in cui si decide di vivere abitualmente.

DOMICILIO : diversi significati in Italia e nei paesi anglosassoni

Bisogna prestare attenzione precisa ai termini perche’ nel mondo di matrice anglosassone il concetto di residenza e domicilio hanno connotati e significati diversi da quelli italiani che potrebbero generare confusione.

Il concetto di domicilio di derivazione anglosassone non va confuso con il domicilio anagrafico previsto dal Codice Civile Italiano inteso come il luogo in cui la persona ‘’ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi’’. (art 43 C.C.)

Il concetto di domicilio per il diritto anglosassone e’ uno ed e’ quello legato all’intenzione di risiedere stabilmente in un luogo a tempo indeterminato che normalmente si acquisisce alla nascita.

Ho approfondito i concetti di domicilio anglosassone sia nell’articolo dedicato alla tassazione non dom a Malta sia nell’articolo della tassazione non dom in uk

DIFFERENZA RESIDENZA E CITTADINANZA

La nozione di residenza come luogo dove si vive abitualmente non va confusa con quella di cittadinanza.

La cittadinanza e’ un legame tra una PERSONA e uno STATO con riconoscimento di particolari diritti e doveri civili e sociali e il godimento di diritti politici.

La cittadinanza si acquisisce al momento della nascita:

– IUS SANGUINIS ovvero per discendenza dai genitori (come in Italia)
– IUS SOLIS ovvero legata al territorio dove si nasce (come in USA).

Si puo’ acquisire anche successivamente una diversa cittadinanza, mantenendo (se lo Stato consente la doppia o plurima cittadinanza) o perdendo (se lo Stato non consente la doppia cittadinanza) oppure rinunciando per scelta a quella originaria:

– per MATRIMONIO con una persona di diversa cittadinanza
– per NATURALIZZAZIONE dopo un certo numero di anni di residenza legale in uno Stato e al ricorrere di altri requisiti previsti dalla legge.

RESIDENZA FISCALE

Il concetto di residenza anagrafica è diverso da quella fiscale, anche se spesso le due residenze finiscono per coincidere.

La residenza fiscale e’ la necessaria premessa per valutare dove un soggetto sia tenuto a pagare le imposte.

L’art 2 del TUIR – Testo Unico Imposte sui Redditi in Italia- prevede che ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti in Italia le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.

Rientrano nella categoria di fiscalmente residenti in Italia
– chi e’ iscritto all’anagrafe residenti per piu’ di 183 giorni nell’anno fiscale
– chi ha il domicilio inteso come sede principale di affari o interessi
– chi ha la residenza intesa come dimora abituale.
E’ sufficiente una delle 3 condizioni per essere considerati fiscalmente residenti in Italia e tenuti a pagare le tasse sui redditi.

In seguito a quanto detto sopra per l‘Italia e’ residente fiscale all’estero chi
– e’ iscritto AIRE per piu’ di 183 giorni
– non ha la sede principale dei suoi affari o interessi in Italia
– non ha la dimora abituale in Italia.

Peraltro non è sufficiente solo l’elemento formale della residenza e dell’iscrizione AIRE per essere considerati residenti all’estero ma ha rilevanza anche l’elemento sostanziale del centro degli interessi.

Per un cittadino residente all’estero ad esempio mantenere la famiglia in Italia è uno dei criteri, insieme a molti altri , che possono essere considerati dall’Agenzia delle Entrate come indicatori dell’aver mantenuto il centro dei propri interessi sociali e familiari in Italia.

In conseguenza di cio’ si puo’ essere richiamati come residenti fiscali in Italia e, pertanto, tenuti a pagare le tasse e a tutti gli altri adempimenti fiscali e amministrativi in Italia.

Ogni caso personale va analizzato nel dettaglio perchè solo una complessa e attenta disamina della situazione da parte di un professionista puo’ aiutare ad evidenziare gli elementi ritenuti come indicatori o meno del centro di interessi della persona in Italia , indipendentemente dalla effettiva residenza anagrafica estera.

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