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PENSIONATI ALL’ESTERO: QUALE DEI 7 MIGLIORI PAESI SCEGLIERE PER VANTAGGI FISCALI E LEGALI

 

INDICE DEI CONTENUTI PER PENSIONATI ALL’ESTERO:

QUALE DEI 7 MIGLIORI PAESI SCEGLIERE PER VANTAGGI FISCALI E LEGALI

 

  1. PENSIONATI ALL’ESTERO: QUALE DEI 7 MIGLIORI PAESI SCEGLIERE PER VANTAGGI FISCALI E LEGALI
  2. Trasferirsi a vivere all’estero da pensionato: confronto fra 7 paesi dove trasferire la pensione
  3. Defiscalizzazione pensione all’estero
  4. 7 paesi a confronto scelti dai pensionati per trasferirsi a vivere all’estero
  5. TRASFERIRE LA PENSIONE IN SPAGNA
  6. TRASFERIRE LA PENSIONE IN PORTOGALLO
  7. TRASFERIRE LA PENSIONE IN GRECIA
  8. TRASFERIRE LA PENSIONE IN BULGARIA
  9. TRASFERIRE LA PENSIONE A MALTA
  10. TRASFERIRE LA PENSIONE A CIPRO
  11. TRASFERIRE LA PENSIONE IN TUNISIA
  12. Contatta Maltaway per una consulenza professionale internazionale per trasferirsi all’estero da pensionato

 

pensionati italiani che si trasferiscono all’estero sono sempre di più alla ricerca di condizioni di vita migliori, di un buon clima, di un minor costo della vita e di una tassazione ridotta sulle pensioni.

Ecco qui una guida per i pensionati all’estero con la quale scegliere i paesi per i vantaggi fiscali, legali e di stile e costo della vita

 

PENSIONATI ESTERO VANTAGGI FISCALI

PENSIONATI ESTERO VANTAGGI FISCALI

Trasferirsi a vivere all’estero da pensionato: confronto fra 7 paesi dove trasferire la pensione

Da molti anni i pensionati italiani scelgono paesi come Portogallo (anche se la recente cancellazione del regime agevolativo a partire dal 1.1.2024 porterà molti ad adottare scelte diverse) Spagna, Grecia , Cipro , Malta  e altri paesi dove trasferirsi a vivere anche al fine di avere una pensione più alta grazie alla possibilità di defiscalizzare la pensione in Italia, ovvero al non pagamento delle tasse in Italia e all’opportunità di poter ottenere la pensione al lordo e di pagare solo le tasse nel paese dove si decide di trasferirsi a vivere, con tassazioni in genere agevolate e ridotte.

Ecco un confronto tra 7 paesi dove è possibile trasferirsi a vivere da pensionati essenzialmente sotto l’aspetto fiscale ma di certo la scelta di un paese dove trasferirsi a vivere non deve basarsi solo sui vantaggi fiscali ma su una completa analisi a 360 gradi del paese prescelto.

Si deve partire dall’analisi delle proprie necessità, esigenze, aspirazioni e desideri per poi passare ad  un confronto tra paesi in maniera professionale, valutandone i diversi aspetti come la situazione politica, economica, di sicurezza, sanitaria, il sistema di infrastrutture e trasporti, il sistema bancario, quello burocratico , il clima, l’ambiente, il costo e la qualità di vita, la lingua parlata.

Non c’è una scelta che va bene per tutti, c’è una scelta che deve essere personalizzata.

Anche solo dal punto di vista fiscale non basta scegliere il paese piu’ conveniente come tassazione piu’ bassa sulla propria pensione ma occorre fare una analisi completa della propria situazione patrimoniale, in collaborazione con professionisti esperti, per valutare anche le implicazioni su altri redditi che si hanno, sugli immobili che si possiedono o altro.

 

Defiscalizzazione pensione all’estero

Il pensionato italiano residente all’estero puo’ presentare istanza all’Inps per richiedere l’applicazione delle Convenzioni bilaterali, ove sussistenti, per evitare le doppie imposizioni al fine di vedersi accreditata la pensione al lordo ovvero detassata, per poi pagare le tasse esclusivamente nel paese di nuova residenza.

Gli accordi bilaterali contro la doppia imposizione, stipulati dall’Italia con un gran numero di paesi esteri, garantiscono di non dover pagare le tasse due volte, se si acquisisce la residenza e si rispettano gli aspetti formali e sostanziali richiesti per essere considerati residenti all’estero.

Il pensionato italiano che si trasferisce all’estero deve pertanto presentare apposita istanza di detassazione chiedendo l’applicazione degli accordi bilaterali , ovviamente se e’ trasferito in un paese con cui vigono gli accordi, e dando prova della residenza fiscale all’estero tramite apposite attestazione rilasciata dalla competente Autorità straniera, dell’iscrizione AIRE e di eventuali altre condizioni richieste dalla Convenzione.

Il processo di detassazione non e’ immediato e contemporaneo al trasferimento ma puo’ richiedere del tempo, dovendo in generale fornire prova di aver vissuto all’estero almeno 6 mesi. Le tasse versate in eccedenze pero’ sono recuperabili entro il termine di 48 mesi dalla data di prelevamento dell’imposta.

Si deve pero’ fare una precisazione: non tutte le pensioni sono detassabili ovunque.

Bisogna vedere innanzitutto se trattasi di pensione pubblica o privata.

Questi principi di trasferibilità della pensione all’estero al lordo sono di norma applicabili per chi percepisce la pensione da società ed enti privati ad esempio INPS.

Al contrario i dipendenti di amministrazione pubbliche (in Italia è previsto questo) non possono trasferire la pensione lorda all’estero perche’ continuerà ad essere tassate nel paese sede dell’Amministrazione pubblica dove si era prestato servizio.

Esistono pero’ delle eccezioni, sulla base di accordi bilaterali tra l’Italia e alcuni Stati, ove e’ possibile ottenere le pensioni pubbliche al lordo: Tunisia, Senegal, Cile e Australia.

Ci sono, inoltre, alcuni tipi di pensione che non sono trasferibili all’estero come le pensioni sociali, le pensioni e indennita’ per invalidi ovvero tutte quelle collegate al reddito ed ai trattamenti di assistenza.

Per questo motivo, ma anche per scelte di vita differente, si assiste sempre piu’ spesso ad un espatrio di pensionati italiani verso paesi a fiscalità ridotta perchè trasferendosi a vivere e spostando la propria residenza all’estero, si puo’, al ricorrere di certi requisiti, incassare la pensione al lordo e pagare nel nuovo paese le tasse secondo la minore aliquota prevista o addirittura in esenzione.

 

7 paesi a confronto scelti dai pensionati per trasferirsi a vivere all’estero

 

TRASFERIRE LA PENSIONE IN SPAGNA

Dal punto di vista fiscale per prima cosa bisogna considerare che la Spagna come l’Italia è un paese che applica la worldwide taxation ovvero con la tassazione di tutti i redditi ovunque prodotti e non solo quelli prodotti nel paese di residenza, a differenza dei paesi con tassazione territoriale e con un regime fiscale non dom come Malta.

Per la Spagna si è fiscalmente residenti se si rimane sul territorio per piu’ di 183 giorni, se le attività o il centro degli interessi economici è basato in Spagna, se il coniuge o figli minorenni risiedono abitualmente in Spagna, salvo dare prova contraria.

Questo comporta l’obbligo di pagare le imposte in Spagna su tutti i redditi prodotti nel mondo e di applicare un regime dichiarativo degli assets ovunque siano locati nel mondo.

In Spagna, come ampiamente spiegato nella guida alla tassazione dei redditi e fiscalità in Spagna, vige una autonomia territoriale nelle diverse Comunità in materia di tributi che  può favorire la competitività fra le diverse regioni creando pero’ un sistema di tassazione sui redditi e sui patrimoni davvero variegato e differenziato.

La Spagna ha un sistema fiscale con tre livelli di governo dove una parte dell’imposta sulle persone fisiche viene ceduta alle comunità autonome. Il totale dell’imposta applicabile sarà un calcolo delle aliquote fiscali generali dello stato e di quelle relative alle aliquote regionali.

Alcune analisi della competitività fiscale fra le diverse Comunità evidenziano come Comunità piu’ attrattive fiscalmente siano ad esempio Madrid e le Isole Canarie.

Le isole Canarie sono una delle mete privilegiate dai pensionati. Le tasse da pagare sul reddito da pensione alle Canarie vengono calcolate con un sistema di tassazione a scaglioni, come in Italia, ma agli scaglioni sono applicate percentuali piu’ basse. La differenza con il resto della Spagna è che alle Canarie l’area di non tassazione è un po’ piu’ alta venendo così a pagare le tasse su un reddito inferiore.

residenti sono tenuti a dichiarare e pagare le tasse sul patrimonio ovunque posseduto  (immobili, conti correnti, investimenti, assicurazioni ecc) se il valore supera una certa soglia, attualmente fissata in Euro 50.000.

Si è tenuti al regime dichiarativo anche se non vi sono imposte da pagare.

La mancata o ritardata dichiarazione è soggetta a sanzioni pecuniarie molto elevate (5.000-10.000 euro) mentre sono previste multe molto salate sulle imposte non pagate.

 

TRASFERIRE LA PENSIONE IN PORTOGALLO

Il Portogallo è , o forse era, una meta sempre ambita per trasferirsi a vivere, scelta non solo da parte dei pensionati per la cultura e la bellezza dei suoi paesaggi ma anche da giovani lavoratori da remoto o nomadi digitali, dalle famiglie alla ricerca di una destinazione accogliente o da imprenditori alla ricerca di diversi sistemi di incentivazione.

L’Algarve oppure le città di Porto e Lisbona o ancora le regioni autonome delle Azzorre o Madeira sono tra le mete più ambite.

Abbiamo già ampiamente illustrato come trasferirsi a vivere in Portogallo nella guida alla residenza e alla tassazione.

Il Governo Portoghese però ha fatto un cambio di rotta significativo ed ha deciso di eliminare il regime agevolativo per non residenti abituali, a suo dire giustificato dal fatto che il vantaggio fiscale veniva percepito come un’ingiustizia nei confronti dei pensionati portoghesi e per il fatto che ha avuto forti impatti sul mercato immobiliare, sia sui prezzi di vendita delle case sia sugli affitti.

Il programma di RNH per i NON RESIDENTI ABITUALI è stato CANCELLATO dal governo Portoghese a partire dall’anno fiscale 2024  e, pertanto, la tassazione sulle pensioni non sarà piu’ a zero o al 10% ma secondo le regole ordinarie.

 

TRASFERIRE LA PENSIONE IN GRECIA

La Grecia attira per la sua cultura, storia e tradizioni, per il clima , il mare, le spiagge e i costi relativamente bassi.

La Grecia, al fine di attirare persone nel proprio paese e incentivare una crescita economica, ha previsto con legge del 2020 un regime agevolativo per i pensionati esteri (non per i Greci) con una tassazione forfettaria della pensione di fonte estera al 7% per 15 anni.

I requisiti richiesti per pagare le tasse in via agevolata sono

  • trascorrere in Grecia piu’ di 183 giorni all’anno
  • trasferire la residenza fiscale nel paese
  • non essere stato residente per 5 anni negli ultimi 6 anni precedenti il trasferimento
  • avere la disponibilità di un immobile.

 

TRASFERIRE LA PENSIONE IN BULGARIA

Negli anni la Bulgaria è stata proposta da molti professionisti o agenzie di relocation e scelta dagli italiani in pensione come paese dove trasferirsi a vivere per il basso costo della vita e per una prospettata tassazione della pensione solo al 10%.

In realtà il consiglio non ha tenuto conto di alcuni aspetti legali e fiscali da prendere in considerazione per verificare le possibilità di essere assoggettati al regime agevolato del 10% e, in particolare, non ha considerato una corretta lettura della Convenzione bilaterale tra Italia e Bulgaria per evitare le doppie imposizioni fiscali.

Il testo del trattato sulle Doppie imposizioni tra Italia e Bulgaria è chiaro sul punto anche se impone, in realtà, una diversa definizione di soggetti residenti da parte della Bulgaria rispetto al modello OCSE, ritenendo residente la persona fisica che possiede la nazionalita’ bulgara.

La chiarezza sul punto è stata fornita nel 2023 dall’Agenzia delle Entrate Italiana che ha dichiarato che per essere fiscalmente residenti in Bulgaria e poter applicare il Trattato per evitare le doppie imposizioni , non è sufficiente avere un permesso di soggiorno e iscriversi all’anagrafe della popolazione residente ma occorre avere anche la cittadinanza Bulgara.

Una nuova determinazione e un cambio di rotta da parte di INPS e Agenzia delle Entrate Italiana che di certo comporta e comporterà notevoli problemi per tutti i pensionati trasferiti in Bulgaria !!!

L’INPS ha dato la sua nuova interpretazione, arrivata dopo aver defiscalizzato le pensioni fino al 2022 di chi si era trasferito a vivere in Bulgaria, e decretando la detassazione d’ora in poi solo a chi possiede anche la cittadinanza Bulgara.

Ha poi lasciato all’Agenzia delle Entrate di occuparsi del passato ovvero si vedrà se emetteranno cartelle per recuperare le defiscalizzazioni già fatte negli anni!!!

La residenza fiscale di una persona è un concetto ben diverso dalla cittadinanza.

La cittadinanza peraltro non è un procedimento che si ottiene semplicemente e in poco tempo.

Nel caso di specie occorrono diversi requisiti tra cui almeno 5 anni di residenza in Bulgaria e la conoscenza della lingua bulgara oltre i tempi tecnici per completare la procedura di ottenimento.

 

TRASFERIRE LA PENSIONE A MALTA

Malta ha un clima favorevole con molti giorni di sole all’anno e temperature in inverno che in genere non scendono mai sotto i 10 gradi, un mare splendido nonchè un patrimonio storico e artistico davvero incredibile con i suoi 7000 anni di storia che rendono la visita del piccolo arcipelago una continua scoperta in un alternarsi tra bellezze naturali e storiche.

Grazie anche alla vicinanza all’Italia sta sempre piu’ attraendo stranieri e in particolare italiani a trasferirsi nell’aricipelago, compresi i pensionati che si trovano a vivere in un ambiente dalle tradizioni e cultura spesso vicine all’Italia e dove è diffusa la conoscenza della lingua italiana.

Dal punto di vista fiscale Esistono in sostanza due sistemi di tassazione nel mondo.

Il sistema fiscale piu’ diffuso è quello della “worldwide taxation ” che si basa sulla tassazione su base mondiale secondo cui si assoggettano a tassazione i redditi ovunque prodotti nel mondo da parte di una persona fisica residente e non solo quelli prodotti nel territorio dello Stato. Questo sistema è in vigore in Italia ma anche nei paesi sopra analizzati.

Diverso e’ il sistema di tassazione su base “territoriale” che si applica ai soggetti non domiciliati in uno Stato e che sono tenuti a pagare le tasse nel paese di residenza solo sui redditi ivi prodotti .

Malta e Cipro adottano questo sistema su base territoriale.

Malta gode di un regime fiscale di tipo territoriale, molto diverso da quello worldwide, e sicuramente piu’ vantaggioso ed attrattivo.

Questo consente alle persone che decidono di trasferirsi a vivere sull’arcipelago che sono residenti ma non domiciliate (sono esclusi i cittadini maltesi e quelli che prendono una residenza permanente sul territorio) di godere del vantaggioso sistema fiscale per non domiciliati o non-dom .

In genenale il regime non dom a Malta prevede che le persone che risiedono abitualmente, ma non sono domiciliate a Malta, sono soggette all’imposta sul reddito per i redditi generati a Malta, per i redditi generati al di fuori di Malta ma se riscossi a Malta e per le plusvalenze generate a Malta. Nessuna imposta è esigibile sulle plusvalenze generate all’estero, ma che sono rimesse a Malta.

Come pensionati si puo’ pagare le tasse secondo il regime di tassazione ordinario vigente a Malta, con aliquote sicuramente piu’ vantaggiose che in Italia, oppure aderire ad un regime speciale con una tassazione al 15%.

Nel  2012, poi modificate nel 2014, infatti sono state introdotte a MALTA  regole nuove con un regime speciale – il Malta Retirement Programme -per i PENSIONATI  che sono cittadini UE/EEA/svizzeri  (esclusi i cittadini maltesi) ma anche per cittadini NON EU che garantisce una condizione  fiscale agevolata :

  • Aliquota fissa del 15% su qualsiasi fonte di reddito estera che sia ricevuta a Malta, da loro o dai loro famigliari a carico, soggetta a un’imposta minima annuale di €7.500 e di ulteriori €500 per ciascun famigliare a carico e assistente domiciliare.

Le condizioni principali sono:

  • percepire una pensione estera che deve essere ricevuta a Malta che deve costituire almeno il 75% del reddito imponibile del beneficiario.
  • acquistare o affittare una proprietà immobiliare a Malta o a Gozo che deve fungere da sua abitazione principale con valore minimo a Malta di €275.000 o invece nel sud di Malta e Gozo di €220.000. In alternativa affittare ad un canone di locazione minimo annuale di €9.600 se la proprietà è situata a Malta e €8.750 se la proprietà è situata al sud di Malta o Gozo.
  • avere una Assicurazione sanitaria
  • essere presenti a Malta per almeno 90 giorni per ogni anno di calendario, calcolati per un periodo di 5 anni. Inoltre, non possono permanere in qualsiasi giurisdizione straniera per più di 183 giorni l’anno
  • Pagamento di un fee governativo pari a €2,500, presentando una specifica domanda all’Autorità competente tramite un rappresentante autorizzato (Un partner di Maltaway è nell’elenco dei rappresentanti autorizzati).

 

TRASFERIRE LA PENSIONE A CIPRO

Anche a Cipro come a Malta vige un sistema di tassazione territoriale.

Come abbiamo visto in maniera piu’ approfondita nella guida alla residenza e tassazione per trasferirsi a vivere a Cipro , la tassazione dei redditi delle persone fisiche varia dal 20% al 35% con una non tassazione fino a 19.500 euro.

I non residenti o i residenti non domiciliati non pagano tasse su interessi, dividendi o redditi da locazione ovunque prodotti.

Si è invece considerati domiciliati ai fini di dette tassazioni quando la persona è stata residente fiscale per un periodo di almeno 17 anni negli ultimi 20 anni.

Cipro i redditi derivanti da pensioni di fonte estera sono assoggettati a tassazione con aliquota del 5%, con una esenzione per i primi 3.420 euro.

Per trasferire la residenza occorre avere un contratto di affitto di lunga durata oppure acquistare un immobile oltre ad una copertura sanitaria.

La Convenzione contro le doppie imposizioni in vigore consente di ottenere la pensione italiana lorda, ovvero defiscalizzata con la tassazione della pensione solo a Cipro con le aliquote ridotte sopra indicate.

Non è possibile a Cipro, come nella maggior parte degli altri paesi, ottenere la defiscalizzazione di pensioni Statali o pubbliche.

 

TRASFERIRE LA PENSIONE IN TUNISIA

La Tunisia è uno dei pochi paesi che consente la defiscalizzazione anche delle pensioni pubbliche e per questa ragione negli anni ha attratto diversi pensionati.

La normativa fiscale tunisina prevede, al ricorrere dei presupposti come residente fiscale non domiciliato, un abbattimento dell’imponibile lordo sulle pensioni pari all’80% per cui si pagano le tasse solo sul 20%.

L’aliquota massima applicabile sui redditi da pensione è del 7%.

Occorre rispettare alcune condizioni

  • non essere stato residente fiscale in Tunisia nei cinque anni precedenti
  • affittare o acquistare una casa
  • soggiornare per piu’ di 183 giorni oppure, se si è soggiornato meno di 183 giorni, disporre di una abitazione che lascia supporre l’intenzione di occuparla come residenza abituale.

Solo quando si è ottenuto dalle autorità tunisine lo status di residente non abituale si potrà ottenere le agevolazioni della pensione con l’abbattimento sopra indicato.

 

Contatta Maltaway per una consulenza professionale internazionale per trasferirsi all’estero da pensionato

E’ difficile in generale dare un elenco dei paesi migliori dove trasferirsi a vivere o fare una classifica dei paesi dove vivere al meglio per cambiare vita .

Ovviamente non vi è una scelta che va bene per tutti, ma dipende dalle proprie esigenze e desideri.

Per valutare un paese dove trasferirsi a vivere bisogna avere riguardo a diversi elementi il cui ordine o prevalenza dipende ovviamente dagli interessi, obiettivi e motivazioni personali che spingono ognuno al trasferirsi a vivere all’estero e di certo puo’ aiutare nella scelta di un paese la lettura della mia  guida utile per trasferirsi a vivere all’estero  .

Prendere coscienza dei propri obiettivi e di come effettuare una scelta per espatriare può essere utile ma sicuramente l’assistenza di un professionista esperto al proprio fianco aiuta a fare un confronto tra i diversi paesi, anche dal punto di vista legale e fiscale, a non commettere scelte azzardate o errate, a capire il percorso da seguire, a superare gli ostacoli amministrativi e burocratici, ad essere in regola dal punto di vista di residenza e fiscalità ma anche sanitario e pensionistico, ed a raggiungere i propri obiettivi.

Il trasferimento all’estero puo’ rivelarsi un percorso ad ostacoli senza la consulenza professionale da parte di chi è competente in materia internazionale,

di chi è in grado di conoscere le normative legali e fiscali dei diversi paesi coinvolti, di verificare i trattati in essere, di andare a fondo delle questioni, di leggere le norme e di comprendere le implicazioni fiscali.

In caso contrario si rischia di prendere decisioni di trasferimenti all’estero senza conoscere tutti gli aspetti e implicazioni, o di fare scelte legali e fiscali che risultano sbagliate e con conseguenze e sanzioni anche pesanti.

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